Ambiente

A TORTONA SONO TUTTI CONTRO IL BIODIGESTORE

E-mail Stampa PDF

Tortona (AL) – Ora contro il digestore c’è anche la minoranza della Commissione Enti partecipati che si è riunita ieri pomeriggio. A Tortona questo impianto non lo vogliono proprio e sono pronti a sfidare eventuali  azioni legali da parte di Ladurner, l’azienda che avrebbe dovuto costruire l’impianto. Nel 2009 la società Amias aveva messo a gara la concessione di servizio della piattaforma di compostaggio fanghi che si era aggiudicata l’associazione temporanea di impresa composta dalle società Ladurner di Bolzano, Idrafanghi di Milano e System Ecogreen di Gaggiano (Milano). La società Ladurner ha poi proposto il progetto di revamping dell’impianto di compostaggio con inserimento della sezione di biodigestione anaerobica della frazione organica da rifiuto solido urbano e trattamento dei fanghi di depurazione. Il percorso è stato illustrato dal presidente di Amias, Guido Gozzoli, che ha preso parte alla Commissione. Contrari all’impianto si sono dichiarati anche Rifondazione Comunista (Stefanella Ravazzi) e Pd (Gianluca Bardone) per l’impatto ambientale, i problemi viabilistici, perchè c’è già quello di Novi e si rischia di avere due impianti a 15 km di distanza.

 

AL PROCESSO DEL POLO CHIMICO DI SPINETTA SCARICABARILE TRA GLI IMPUTATI

E-mail Stampa PDF

Alessandria – Quelli della Solvay non vogliono restare col cerino in mano: “Non vogliamo fare da capro espiatorio e pagare colpe di altri” ha dichiarato uno dei legali dell’azienda chimica belga con stabilimento a Spinetta Marengo. Secondo i legali della difesa quando solvay ha acquistato da Montedison nel 2001 era stata male informata sul reale stato della falda freatica sottostante allo stabilimento che risulta essere fortemente inquinata in modo pressochè irrimediabile da croo esavalente. La Solvay, che ha alcuni tra i suoi massimi dirigenti imputati in Corte d’Assise per avvelenamento doloso delle falde acquifere (insieme ad altri di Ausimont), reagisce e tenta d smarcarsi. “Solvay sta facendo la propria parte – ha detto L’avvocato Luca Santa Maria -  da quando è arrivata e continuerà nell’intervento di bonifica e messa in sicurezza”. Il classico barile è così scaricato a Montedison che, secondo la difesa di Solvay, non aveva informato correttamente dell’inquinamento al momento della cessione.  Per la difesa di Solvay solo nel 2008 ci si è resi conto dello sforamento di valori di certe sostanze. Secondo alcuni testimoni, Solvay avrebbe taciuto la comunicazione di certi dati perché non c’era ancora la certezza di quello che si andava delineando in merito al collegamento tra falde superficiali e sottostanti, non presenti nel modello Montedison. Secondo i legali di parte civile Lanzavecchia e Spallasso, in base ad alcune intercettazioni telefoniche attribuite in particolare a una delle testi, non su capisce il motivo per cui certi dati non si dovessero comunicare, se non quello di nascondere la verità.

 

TORTONA NON VUOLE PIÙ IL BIODIGESTORE: TROPPO VICINO ALLA CITTÀ, CREA PROBLEMI

E-mail Stampa PDF

Alessandria – È forte la contrapposizione fra Novi e Tortona sul biodigestore la cui piattaforma è a Tortona sulla provinciale per Castelnuovo Scrivia. Il Comune di Tortona non lo vuole più mentre Novi si dice favorevole. L’impianto avrebbe dovuto essere gestito insieme tramite Amias Spa (Azienda Multiservizi Idrici ed Ambientale Scrivia) di cui è presidente il novese architetto Guido Gozzoli. Ieri in una conferenza stampa il sindaco di Tortona, Massimo Berutti ha detto che l’impianto è “in una zona particolare, vicina alla città dove, peraltro, già in passato ci sono stati problemi legati ai miasmi. Questo ci crea non pochi dubbi. Il 7 maggio ci sarà la conferenza dei servizi che dovrebbe dare il parere definitivo sull’impianto. Noi in quella sede esprimeremo il nostro no”. Gozzoli risponde a stretto giro e dice: “Sapevo che all’interno della giunta di Tortona erano sorte perplessità sulla realizzazione di un biodigestore alla piattaforma del depuratore dei fanghi. Mi stupisce che vengano espresse solo ora”. Amias ha attuato le procedure per l’autorizzazione proprio per la piattaforma di Tortona. Scaduta la precedente, è stata affidata a Ladurner con una gara il cui bando prevedeva un ulteriore investimento per un biodigestore. Nel caso in cui la Provincia non dovesse concedere l’autorizzazione ci sarebbero minori incassi per l’Amias, la quale dovrebbe pagare i mutui, da sola, per gli investimenti compiuti per i vecchi impianti. Il cambiamento di rotta del Comune di Tortona è dovuto al fatto che Ladurner S.r.l., Idrafanghi Srl e System Ecogreen S.r.l, le ditte che gestiscono l’impianto in associazione temporanea di impresa per conto di Amias Spa, avrebbero intenzione di avviare la  sezione di biodigestione anaerobica della frazione organica da rifiuto solido urbano e trattamento dei fanghi di depurazione. Ciò cambierebbe radicalmente i termini dell’accordo in quanto il nuovo servizio non rientrerebbe più negli standard concessi a suo tempo da Tortona.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Maggio 2013 09:49 )
 

TRA NOVI E POZZOLO MILLE IN CORTEO CONTRO IL TERZO VALICO

E-mail Stampa PDF

Novi Ligure (AL) - Un migliaio di manifestanti ha marciato oggi per protesta contro il cosiddetto Terzo Valico, che, partita da Novi Ligure, si è conclusa a Pozzolo Formigara. Il corteo, aperto dagli sbandieratori di San Damiano d'Asti, si è svolto pacificamente. Sotto le bandiere bianche con il treno crociato sono sfilati abitanti dei Comuni alessandrini e liguri dove sono previsti i lavori per il Terzo Valico, e molti No Tav contrari alla Torino-Lione giunti dalla Val Susa.

 

PASSATA IN REGIONE LA DISCARICA DI SEZZADIO

E-mail Stampa PDF

Sezzadio (AL) – Nonostante i comitati, i sindaci e le popolazioni della zona intorno a Sezzadio siano fermamente contrari alla realizzazione della discarica che servirà per stoccare lo smarino del Terzo Valico, la Regione Piemonte ha deciso: pur di dimensioni minori, potrà essere realizzata. Si tratta di un sito in prossimità della Cascina Borio non sarà più di classe C, cioè di riserva con criticità ambientali, ma di classe A, quindi di utilizzo sicuro. Nel sito di Sezzadio erano previsti 670.000 metri cubi di smarino in un’area delle società Bioinerti-Allara accanto al più esteso progetto di discarica della Riccoboni (1,7 milioni di metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi), proposte contestate dai cittadini e dai sindaci per il rischio di inquinamento della falda acquifera. Cascina Borio è considerata area di deposito di smarino non inquinato.

 
Pagina 1 di 22

megaplex sito facebook

LA NOSTRA È UNA MISSIONE CHE CHIAMIAMO "PROGETTO AIRONE 3000”

PROSEGUE IL PROGETTO “AIRONE 3000"

Il Soggiorno Airone vuole porsi in prima linea a tutela delle fasce più deboli del Casalese e della nostra Provincia in generale.

Casale Monferrato (AL) - Come già annunciato a giugno ultimo scorso, il Soggiorno Airone di Giarole ha varato il Progetto Airone Tremila che sostanzialmente indirizzerà lo sforzo della Cooperativa A.C.O. Onlus, titolare dello stesso, su tre direttrici di lavoro:

I) Potenziamento dei servizi di innovazione e di qualità a favore degli ospiti;
II) Sviluppo del Progetto “ARNIA” per la realizzazione di 10 alloggi di housing sociale ad alto livello...

Guenna - avatar Guenna 16 Giu 2012 Hits:2117 Comunicati

Read more