Attualità

LA PROVINCIA SI PREPARA A LASCIARE POSTO AL COMMISSARIO

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Alessandria – Molto probabilmente, quando il presidente della provincia Paolo Filippi a maggio finirà il mandato, arriverà un commissario in quanto la riforma dell’ente non sarà ancora completata. Come al solito in Italia siamo in mezzo al guado perché il decreto di abolizione delle province contenuto nel “Salva Italia” è stato bocciato dalla Corte Costituzionale che ha imposto una modifica della Costituzione essendo materia costituzionale. In attesa che sia fatta la legge, partirà il commissariamento. Ieri in consiglio provinciale aperto il presidente ha detto: “La nostra provincia in pochi anni ha ridotto di un terzo le spese per le funzioni delegate e che, in base al ddl Delirio, oltre a molte funzioni, verrebbe spogliata anche della fondamentale caratteristica di democraticità. Il rischio è che ogni volta un pezzo di territorio rivendichi le sue ragioni, senza l’autorevolezza di un coordinamento”. Il deputato di Scelta civica, Renato Balduzzi: “Mi batterò anche perché da ora la pletora di ambiti, enti e consorzi che oggi sopravvivono senza un disegno coerente siano ricondotti all’ente di area vasta, così da rafforzare un livello intermedio che sarebbe poco saggio svuotare o sopprimere”. Ma se la riforma non piace alla Corte Costituzionale, non piace neppure alla Corte dei Conti che ha evidenziato come il trasferimento delle funzioni a Regione e Comuni produrrà addirittura un aumento dei costi. “L’abolizione delle Province – ha detto Filippi – porterà ad un risparmio striminzito di appena 46 milioni”. L’ex sindaco di Alessandria, Piercarlo Fabbio, che è anche consigliere provinciale, apparso molto stanco, ha giustamente evidenziato le contraddizioni fra quanto dice il presidente del Consiglio Enrico Letta quando parla di legge costituzionale sull’abolizione delle Province, mentre il suo governo lo fa passare nel decreto di Delirio che individua l’ente di area vasta. Solita demagogica proposta di Rita Rossa, attuale sindaca di Alessandria ed ex presidente della Provincia, che ha proposto ai sindaci della provincia di Alessandria firmare una petizione da inviare al governo. Aria fritta.

 

LA REGIONE LATITA, A RISCHIO GLI “ACCOMPAGNAMENTI”

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Alessandria – Per il fatto che la Regione Piemonte (Cavallera) non ha ancora comunicato lo stanziamento per il 2014, si teme l’interruzione dal primo gennaio del l’erogazione degli assegni di cura e i non autosufficienti, circa 190, che fanno riferimento al Cissaca potrebbero non beneficiare più del servizio. Stessa sorte potrebbe  riguardare anche tutti gli altri enti per i servizi sociali della provincia e così le famiglie beneficiarie del resto della provincia. Approssimativamente sono oltre 500, includendo quelle del Cissaca. Le risorse finanziarie provengono dal fondo nazionale per non autosufficienti che lo Stato assegna alle Regioni, le quali possono girare la quota a loro attribuita, agli enti dei servizi sociali. È il caso del Cissaca. Il presidente del Cissaca, Mauro Buzzi, confida che da qui a gennaio la situazione si possa risolvere in quanto la legge di stabilità prevede la conferma delle risorse per i servizi sociali e in particolare per l’assistenza in famiglia. Il contributo varia in relazione alla gravità delle condizioni di chi soffre: da 500 euro mensili fino a 1.300. E cioè se l’assistenza è condotta dai familiari oppure nel  caso sia necessaria l’assunzione di una persona esterna che accudisca il malato più o meno interamente nell’arco delle 24 ore: quella che comunemente è chiamata badante.

 

TORNANO I CONTROLLORI SUGLI AUTOBUS

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Alessandria – Dal primo dicembre torneranno i controllori a bordo dei mezzi pubblici cittadini con un doppio risultato, il rientro al lavoro di dipendenti in cassa integrazione e la tutela delle riscossioni per l’Atm. Ieri mattina è stato siglato un accordo col sindacato che prevede il reintegro degli autisti impiegati, almeno in parte, come controllori sugli autobus. E a bordo sarà anche possibile acquistare i biglietti. Sono 25 i lavoratori beneficiari dell’intesa che, nell’arco di 17 turni giornalieri, dal lunedì al sabato, sui pullman verificheranno il pagamento del ticket. Indicativamente sarà controllato un bus su due, a campione. Da gennaio invece l’intesa prevede anche l’ “internalizzazione” di una serie di servizi, come per esempio la consegna ai negozi degli stessi biglietti e dei voucher parcheggi oppure quello di gommista.

 

TORNA FISIATRIA ALL’OSPEDALE DI OVADA

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Ovada (AL) - Da lunedì torna al terzo piano dell’ospedale di Ovada la degenza del reparto di Fisiatria adeguato alle nuove esigenze e dotato di 5 posti letto in più (da 15 a 20). Nei locali lasciati vuoti al secondo piano dovrebbe insediarsi il Distretto dall’ex ospedale Sant’Antonio. La ristrutturazione della Fisiatria è stata colta come un segnale positivo, tenuto conto che la prima bozza del piano sanitario regionale ne prevedeva la chiusura. L’obiettivo è stato quello di rendere più gradevole e funzionale un reparto dalle degenze lunghe, da 15 giorni a 2 mesi  con l’abbattimento delle barriere architettoniche per migliorare i movimenti di carrozzine e barelle, inoltre sono stati rifatti pavimenti e tinteggiature. I cinque posti letto in più ci consentiranno di passare da 220 a 300 ricoveri all’anno.

 

TUTTI IN SOCCORSO DELLE DONNE INDIFESE

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Di Max Corradi
Alessandria –
Se io fossi una donna mi offenderei. Ma come, dopo tutti questi anni di emancipazione, le donne non sono ancora in grado di difendersi da sole? Cosa sono, una specie protetta come i Panda? Il fatto che tutti, ma proprio tutti, carabinieri compresi, firmino presto un’Intesa per la formalizzazione degli interventi a favore delle donne vittime di violenza, prevista nella riunione di lunedì 25 novembre a mezzogiorno voluta fermamente (e te pareva) dalla sindaca Rossa, dimostra solo che le donne ormai sono diventate degli oggetti: del desiderio in Tv dove appaiono discinte ed ammiccanti, ed in politica dove sono buone solo per la propaganda. Si costituirà la “Rete antiviolenza alessandrina” della quale faranno parte Comune, Provincia, Cissaca, Prefettura, Procura della Repubblica di Alessandria, Questura, Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta” - Comando Provinciale di Alessandria, ASL AL, ASO, Ufficio Scolastico Provinciale, Ordine degli Avvocati di Alessandria, l’associazione Me.Dea Onlus e la cooperativa sociale Azimut. Troppi medici, e l’attività di questa pletora di principi azzurri in difesa delle povere donne (evidentemente non sono sposati perché altrimenti chiederebbero il comitato in difesa dei mariti) si attiveranno in applicazione della stipula del Piano Provinciale di Prevenzione e Contrasto alla Violenza contro le donne (2008-2011), in coerenza con l’analogo Piano Regionale che ha consentito l’attivazione del Centro di Ascolto per le donne vittime di violenza, gestito dall’Associazione Me.Dea di Alessandria (2009), ed ha promosso la sottoscrizione di protocolli settoriali siglati in ambito sanitario (ASL e ASO) e di coordinamento delle forze di Polizia (Questura e Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Alessandria) con le Procure della Repubblica della Provincia e con l’impulso della locale Prefettura (2010-2011). Insomma, multitudo medicorum mors certa. Per tradurre il titolo latino, ci sono troppi medici e la cosa puzza di propaganda, per cui per le donne sarà “morte certa” nel senso che i risultati non ci saranno e se ci saranno faranno più che altro danni. La cosa viene da lontano, quando nel 2012 il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha destinato fondi per la realizzazione di interventi a contrasto della violenza di genere. Ed il Comune di Alessandria come capofila, insieme a quattro partner (Provincia di Alessandria, Cissaca, Associazione Me.Dea onlus e Cooperativa sociale Azimut) ha presentato il progetto Viol.A. da cui ha preso le mosse il protocollo che sarà firmato lunedì, in concomitanza alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nel documento si vincolano gli aderenti a “definire le procedure per migliorare le fasi operative di accoglienza, assistenza, sostegno, protezione e reinserimento socio-abitativo delle donne vittime di violenza”.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 25 Novembre 2013 07:52 )
 
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LA NOSTRA È UNA MISSIONE CHE CHIAMIAMO "PROGETTO AIRONE 3000”

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